"Non solo le due guerre mondiali, ma gli strazi nei campi di sterminio, l'apparire delle armi nucleari, hanno posto come urgentissimo il problema che non accada la guerra, hanno fatto ricercare le colpe di chi non ha saputo impedire quegli strazi e quelle lacerazioni del tessuto dell'umanità.
Ecco l'accusa ai vecchi di aver collaborato a compiere quegli strazi."
(POTERE DI TUTTI, pag.421)
"Noi siamo convinti che le popolazioni si fidano troppo dei governi.
La guerra è voluta, preparata e fatta scoppiare da pochi, ma questi pochi hanno in mano le leve del comando.
Se c'è chi preferisce lasciarli fare, e non pensarci, divertirsi e tirare a campare, noi dobbiamo pensare agli ignari, ai piccoli, agli innocenti, al destino della civiltà, dell'educazione, della progressiva liberazione di tutti.
Noi dobbiamo dire NO alla guerra ed essere duri come pietre..."
(POTERE DI TUTTI, pag.158)
Educazione permanente dei cittadini grandi e piccoli, con tutti i mezzi a disposizione, con l'aiuto di tutti, al fine di difendere la pace, di educare alla pace.
I giovani ad es. debbono sapere che la legge sulla obbiezione di coscienza, che permette loro di sostituire, senza rischiare più la galera,il servizio militare con un servizio di solidarietà civile, è frutto in gran parte dell'impegno di Aldo Capitini, che a Pietro Pinna, il primo giovane carcerato in Italia per obbiezione di coscienza al servizio militare, scriveva :"E' la prima volta che in Italia un fatto tale ha una così grande risonanza. E sicuramente ne deriveranno frutti benefici per la coscienza e la situazione di tanti giovani. Noi facciamo di tutto perché al tuo sacrificio corrisponda un'eco degna, in modo che il problema venga una buona volta posto davanti alla nazione."
"Si sa cosa significa la guerra e la sua preparazione: la sottrazione di enormi mezzi allo sviluppo civile, la strage di innocenti e di estranei, l'involuzione dell'educazione democratica e aperta, la riduzione della libertà e il soffocamento di ogni proposta di miglioramento della società e delle abitudini civili, la sostituzione totale dell'efficienza distruttiva al controllo dal basso."
(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.66)
" Non credo affatto che la guerra sia soltanto colpa dei grandi uomini, dei governanti e dei capitalisti.
La piccola gente la fa altrettanto volentieri, altrimenti i popoli si sarebbero rivoltati da tempo. C'è negli uomini un impulso alla distruzione, alla strage, all'assassinio, alla furia, e fino a quando tutta l'umanità, senza eccezioni, non avrà subìto una grande metamorfosi, la guerra imperverserà, tutto ciò che è stato ricostruito o coltivato verrà distrutto e rovinato di nuovo: l'umanità dovrà ricominciare da capo."
(ANNA FRANK - DIARIO - pag.254)
" E' singolare il fatto che mentre per le folle l'impresa etiopica del '36 fosse un successo, per i giovani migliori cominciò la delusione e la rivolta, perché videro che con quell'azione prepotente si faceva più manifesta la rovina diplomatica dell'Italia che aveva abbandonato il suo compito europeo e iniziava le avventure antidemocratiche.
Sentirono che la costruzione doveva avvenire allineando l'Italia con le moderne democrazie, affrontando la questione sociale, appoggiando l'educazione a motivi ben più profondi che non quello anacronistico del colonialismo."
(NUOVA SOCIALITA' E RIFORMA RELIGIOSA pag.70)
Citato da Aldo Capitini:
" E' immenso il debito che abbiamo verso William James per il titolo del suo saggio .
Esso rivela come uno sprazzo di luce la vera psicologia della guerra.
Il suggerimento di un equivalente della guerra richiama l'attenzione sulla confusa mescolanza di impulsi che per caso si sono raccolti sotto il titolo di impulso bellicoso, e richiama l'attenzione sul fatto che gli elementi di questa mescolanza confusa si possono intrecciare insieme in molti tipi diversi di attività, alcuni dei quali possono mettere in funzione gli impulsi nativi in modi molto migliori che non abbia mai fatto la guerra.
Sono le condizioni sociali, piuttosto che il vecchio Adamo, che hanno generato le guerre; gli impulsi irriducibili che vi sono utilizzati possono essere convogliati in molti altri canali.
Il secolo che è stato testimone del trionfo della dottrina scientifica della convertibilità delle energie naturali, non dovrebbe rifiutare le prospettive del miracolo non meno grande delle equivalenze e delle sostituzioni sociali."
(DEWEY: NATURA E CONDOTTA DELL'UOMO pag.120)
" Ma poi ci si accorge che miglior realista, come dice Dewey, è colui che riconosce che la realtà è incompleta e attende di essere liberata da ideali"
(COMPRESENZA DEI MORTI E DEI VIVENTI pag.106)
" D'accordo con il Dewey che ha posto con vigore l'esigenza della qualità dei valori per i quali si vive e che ai valori e alla loro elevatezza unisce l'esigenza della comunicazione con gli altri, l'apertura".
(EDUCAZIONE APERTA I pag.109)
" Avevo visto, nei dopoguerra della mia vita, le domeniche nella campagna frotte di donne vestite a lutto per causa delle guerre, sapevo di tanti giovani ignoranti ed ignari mandati ad uccidere e a morire da un immediato comando dall'alto, e volevo fare in modo che questo più non avvenisse, almeno per la gente della terra a me più vicina. Come avrei potuto diffondere la notizia che la pace è in pericolo, come avrei potuto destare la consapevolezza della gente più periferica, se non ricorrendo all'aiuto di altri e impostando una manifestazione elementare come la marcia?"
(IN CAMMINO PER LA PACE pag. 13)
" (Al termine della Marcia per la pace Perugia - Assisi del 1961 Capitini lesse la Mozione per la pace, che terminava così:)
Il popolo memore dei morti delle guerre, e delle immense ricchezze sottratte per esse allo sviluppo civile, impegnato a dedicare la pace al bene proprio e dei figli in un mondo aperto ai più alti valori della coscienza e della scienza, esige da tutti i governi di smobilitare la guerra fredda e di trattare immediatamente con animo di pace."
(IN CAMMINO PER LA PACE pag.49)
" Tutto quello che possa essere fatto dappertutto, per costruire nelle moltitudini una resistenza agli ordini della guerra, prepara lo scadere dei nuclei dirigenti attuali e può evitare la strage."
(LETTERA DI RELIGIONE del 5 ottobre 1951dal Potere di tutti)
"Mi si domanda: come evitare la guerra?....rispondo:...il modo ci sarebbe; e se la guerra non scoppierà presto, il modo c'è senz'altro: ed è quello di svegliare talmente le popolazioni del mondo, sia nel diffidare e nel rifiutarsi ai nuclei dirigenti che le porterebbero alla guerra, sia nel rinnovarsi interiormenete...Pochi lavorano a questo svegliare le popolazioni; e meno di tutti i nuclei dirigenti. Tanto è vero che nessun governo educa i cittadini alla resistenza nonviolenta contro l'eventuale invasore, e preferisce inebriarli con le armi."
(POTERE DI TUTTI, pag.214)
"...io mi impegno ad agire nel modo sopra indicato di svegliare e trasformare me (e se ciò è possibile per me, è possibile anche per gli altri) ed impegnandomi, vedo due cose: o questo impegno mio e di altri - e lavoro conseguente - modifica il campo del possibile e riesce a impedire la guerra; o produce altro , sempre qualcosa di positivo, per es. pone le premesse per un rinnovamento religioso del mondo....che è trasformazione della realtà, della società, della umanità."
(POTERE DI TUTTI, pag.215)
"La pace è troppo importante perché possa essere lasciata nelle mani dei soli governanti; è perciò urgente che in ogni nazione tutto il popolo abbia il modo di informarsi continuamente e liberamente, e sia convocato frequentemente ad esprimere il proprio parere."
(IN CAMMINO PER LA PACE pag.48)
" La nonviolenza è stata spesso finora sacrificata dalle religioni, anche da quelle che l'avevano insegnata come un principio, e poi l'hanno perduta, sostituendola con altri principi come , , ecc. Religiosi, perfino cristiani e buddhisti, fanno guerre e guerriglie."
(EDUCAZIONE APERTA I pag.162)
" Dietro e dopo le soluzioni provvisorie dell'equilibrio del terrore, mentre è enorme nel mondo la fabbricazione di armi di tutte le specie e la loro distribuzione anche ai popoli sottosviluppati, la nonviolenza prepara la svolta storica del possesso in tutto il mondo di un metodo di lotta che esclude la distruzione dei nemici, attraverso la non collaborazione con il male, la solidarietà dei giusti."
(AZIONE NONVIOLENTA agosto/settembre 1968 dal Potere di tutti)
" Per affermare la pace c'è da compiere il lavoro continuo di richiamo ad una cittadinanza veramente mondiale, non ubicata in nessun luogo "eletto dalla Provvidenza" di Dio o della Storia, diffidente a tutte le soluzioni di guerra sia pure "per l’ultima volta" .
E' necessario anche che questo cittadino del mondo non difenda il diritto di restare quello che è, angusto religiosamente e ingiusto socialmente. Egli deve vivere quel rispetto per gli altri, che non sia chiusura nel vecchio e contrarietà a ciò che si fa oggi nel mondo per fondare un nuovo uomo religioso e una nuova società.
Vi potrebbe essere il pericolo di una concezione statica di questo essere cittadini del mondo, fondata su di un tipo di uomo che siamo invece convinti debba trasformarsi: poiché non si tratta soltanto di divulgare la società attuale, ma di fondarne, sia pure dal punto alto raggiunto, una nuova."
(ITALIA NONVIOLENTA pag.62)
" Soltanto che le donne dimenticassero di appartenere al sesso debole, non ho dubbio che potrebbero opporsi alla guerra infinitamente meglio degli uomini. Supposto che le donne e i fanciulli d'Europa si infiammino d'amore per l'umanità, trascirebbero gli uomini e annienterebbero il militarismo in tempo incredibilmente breve."
(GANDHI cit. in IL POTERE E' DI TUTTI anno 1 n°12 pag.2)
" Nell'idea di fratellanza dei popoli si riassumono i problemi urgenti di questo tempo: il superamento dello imperialismo, del razzismo, del colonialismo, dello sfruttamento: l'incontro dell'Occidente con l'Oriente asiatico e con i popoli africani....; la fratellanza degli europei con le popolazioni di colore; l'impianto di giganteschi piani di collaborazione culturale, tecnica, economica.
(IN CAMMINO PER LA PACE pag.47)
"Oggi con la guerra atomica c'è una ragione di più per cominciare molto presto, quando già si prepara la guerra, stringere larghissime solidarietà dentro e fuori le nazioni, impegnare i religiosi ad usare il metodo religioso della nonviolenza, imparare e insegnare che il rifiuto attivo della guerra è una rivoluzione.
Una rivoluzione è una serie di atti, di solito collettivi, rivolti a cambiare il possesso del potere, a trasformare le strutture sociali e politiche, a influire sugli animi delle persone.
Ma ogni rivoluzione ha un suo carattere.
E quella che noi sosteniamo ha il carattere di essere la più totale che sia stata proposta, non solo per gli animi nel profondo e per le strutture che debbono essere adeguate ad una società veramente di tutti, ma sopratutto per la convocazione di tutti ad operare il nuovo corso.
Non si tratta di formare un gruppo di convinti e di lanciarli nell'azione con tutti i mezzi, ma di far partecipare tutti.
Oggi che le armi nucleari hanno margini illimitati di distruzione, si devono creare tanti centri di potere e di controllo dal basso."
(POTERE di TUTTIi, pag.158)
" Nella grossa questione del rapporto tra il mezzo e il fine, la nonviolenza porta il suo contributo in quanto indica che il fine dell'amore non può realizzarsi che attraverso l'amore, il fine dell'onestà con mezzi onesti, il fine della pace non attraverso la vecchia legge di effetto tanto instabile "se vuoi la pace, prepara la guerra ", ma attraverso un'altra legge: ."se vuoi la pace, prepara la pace"
(LE TECNICHE DELLA NONVIOLENZA pag.11)
"Per preparare la pace durante la pace è necessario diffondere nell'educazione e nei rapporti con tutti, a tutti i livelli, una capacità di dialogo, una sincera apertura alla coesistenza ed alla pacifica competizione di ideologie e di vari sistemi politici e sociali, nel comune sviluppo civile, ed affermare il lavoro come elemento costruttivo fondamentale."
(IN CAMMINO PER LA PACE pag.47)