MASSIMA LIBERTA' E MASSIMO SOCIALISMO


MASSIMA LIBERTA' E MASSIMO SOCIALISMO


"Lo scritto "Orientamento per una nuova socialità" è del 1943. Lo preparai in occasione di un convegno, in agosto, a Firenze con i miei amici antifascisti. Volevo chiarire questi termini: o continuare il movimento imprimendogli quei caratteri di novità che sostenevo come autentici di un liberalsocialismo; o accettare la trasformazione del movimento in partito, come era sostenuta principalmente da Ugo La Malfa e come già si attuava in un periodico intitolato  , di tipo repubblicano democratico. Spiegai ai miei amici (Guido Calogero, Alberto Apponi, Franco Mercurelli, Tristano Codignola, Carlo Ludovico Ragghianti, Enzo Enriques Agnoletti, ed altri) il mio pensiero e detti loro una copia di questo scritto Orientamento per una nuova socialità Ma essi non accettarono la mia critica al sorgente partito d'azione, né la mia impostazione di un movimento extrapartitico di "centri"  . Così il giorno dopo essi partecip arono a un convegno del partito d'azione, e io no; continuando da allora a chiamarmi liberalsocialista o indipendente di sinistra.

(NUOVA SOCIALITA’ E RIFORMA RELIGIOSA, pag.72)

"Mi parrebbe di essere un accecatore della gente se io impedissi minimamente ad essa di accertare migliori idee e nuovi metodi di spendere la propria vita....Il criterio...di economizzare le forze porta tutte le autorità delle istituzioni attuali a non darsi troppo da fare perché ogni individuo abbia la massima libertà di informazione, di formazione e di critica."

(POTERE DI TUTTI, pag.73)

Un esercizio nuovo del potere per la costruzione di un potere nuovo, sensibile alla esigenza di rappresentare tutti i bisogni dell'uomo, a partire da quelli spirituali, e di coinvolgere nell'attuazione dei suoi programmi veramente tutti, senza la consueta esclusione dei deboli, dei malati, dei diversi, degli incompetenti, dei timidi e con il deciso distacco da una civiltà che, dice Capitini, "valuta positivamente soltanto chi fa, chi rende, chi è forte, chi è attivo."

Un esercizio nuovo del potere per il quale i partiti democratici tradizionali non sembrano interessati e attrezzati.

"Per vincere la "morte alienata", perché nessuna persona sia sacrificata dalla società, bisogna che l'attività politica, sociale, civica, investa e padroneggi talmente i fatti della ricchezza e del potere da creare una nuova società, che perfezioni continuamente se stessa con il socialismo e la libertà."

(POTERE DI TUTTI, pag.438)

"La tensione ad un futuro diverso e concreto della società è vigile e inflessibile, come è sicura la fiducia che questa società liberata possa costituirsi.

L'individuo può vivere questa tensione a piegare la ricchezza e il potere nella società al servizio di tutti.

Il fatto che questo futuro possa venire per gli esseri umani ( e non solo per loro ), che non ci siano  ,  , persone oppresse, sfruttate, immiserite, trascurate, riempe sufficientemente la soddisfazione del rivoluzionario violento e nonviolento, che mette in questo la propria attività, i mezzi, i sacrifici, la vita."

(POTERE DI TUTTI, pag.438)

"Il fatto che tutti i temi della problematica socialista e libertaria si innestino nel tronco che la società liberata è possibile (nel futuro), è già capace di suscitare la dedizione, l'entusiasmo, la passione di tanti nel mondo, che vi mettono tutto di sé, di là da ogni cura per una consistente proprietà privata, per una situazione di potere autoritario personale, per una immortalità propria.

Per la società è così; e per la natura...

Ecco la corrispondenza:

attività rivoluzionaria verso una nuova società,

apertura alla compresenza verso una nuova realtà."

(POTERE DI TUTTI, pag.438)

"Forse come il meglio del cristianesimo può darsi che si attui in una universale religione aperta che non usi più il termine e la lettera del cristianesimo tradizionale, così il meglio del comunismo si attuerà in una federalismo nonviolento dal basso..."

(POTERE DI TUTTI, pag.414)

"Per noi i beni sono, più o meno esplicitamente, di tutti, aperti alla fruizione pubblica.

Deve diventare assurdo che ci sia un escluso, un mancante, un misero, mantenendo diversi livelli sociali e una limitazione di possibilità per alcuni."

(POTERE DI TUTTi, pag.446)

" Le organizzazioni umane più sono vaste e più corrono il pericolo di appesantirsi; non per questo bisogna disperderle e tornare all'individuo isolato. Associazione è la parola di oggi e di domani; un senso di ampiezza, di compenetrazione, di scambio apre l'individuo chiuso."

(ELEMENTI DI UN'ESPERIENZA RELIGIOSA pag.27)

" Non basta polemizzare e lottare contro lo Stato, come se esso sia la fonte di tutti i mali, e tolto quello non vi sia alcun timore che il bene trionferà.

Lo Stato è in rapporto con l'uomo, e se l'uomo si fa il suo Stato e se lo alimenta e sostiene, è segno che esso non è un malvagio coperchio, ma uno strumento ben costruito.

Io non sono così ottimista sull'uomo da credere che basti togliere lo Stato; perché l'uomo, se resta tale e quale, lo Stato se lo rifarà come prima."

(NUOVA SOCIALITA' E RIFORMA RELIGIOSA pag.122)

"E' da insistere su questo carattere del movimento di non essere un partito e un programma esclusivo, ma un atteggiamento dell'animo, un aprirsi in una direzione, una certezza e una speranza in continuo rinnovamento"

(NUOVA SOCIALITA' E RIFORMA RELIGIOSA pag.92)

" Il problema del potere si scinde oggi in due parti:

1) si tratta della possibilità di far valere la propria volontà in una data situazione anche di fronte ad un'opposizione, e si hanno diversi gradi, perché il potere può essere violenza, bruto potere, potenza, ma anche influenza, prestigio, probabilità di trovare obbedienza per un comando.

2) si tratta di esprimere una propria proposta che sia nell'interesse di tutti, sulla base di una garanzia (che nel primo manca)."

(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.62)

" Il problema non è che nuova gente arrivi, in un modo o in un altro, al potere, ma che il potere sia esercitato in modo nuovo: altrimenti è meglio continuare a lottare e formare un terreno più favorevole per arrivare ad un   magari cominciando da forme di potere locale dove è possibile attuare meglio tipi di  , che conta sulla costante collaborazione degli altri e possibilmente di tutti."

(QUADERNO N°2 del Movimento NONVIOLENTO pag.29)

" L'Italia sta tornando alle consuetudini del regime imperfettamente democratico e del regime fascista, che sono: distacco delle autorità dal pubblico, democrazia ristretta al parlamento e consigli comunali, conformismo, impotenza di riforme radicali, e al C.O.S. viene tolta perciò la considerazione di un organo necessario."

(NUOVA SOCIALITA' E RIFORMA RELIGIOSA pag.264)

" Una notevole pesantezza ideologica caratterizza gli italiani, derivante dall'uniformità dottrinaria cattolica e dal breve periodo di democrazia diffusa: gl'italiani pensano che nell'assoluto, nelle cose serie (religione, politica, scuola) debba esserci uniformità, e la diversità sia cosa degli individui contingenti e del folclore.

Per questo accusano di eretico, di sovversivo, di diseducatore, chi è  . Non sono abituati a collaborare nelle cose serie con i  ."

(IN CAMMINO PER LA PACE pag.17)

" L'obbiezione più frequente che viene fatta ai sostenitori della democrazia diretta è che le condizioni attuali della civiltà e i compiti che stanno davanti ai dirigenti delle comunità umane sono tali che esse richiedono non un potere condiviso, disperso, ignorante ma concentrato e competente. Se vogliamo, si dice, che l'insieme abbastanza complesso della società attuale funzioni, dobbiamo affidarci ai tecnici, cioè a persone che siano capaci di guidare tale funzionamento.

E' evidente che il potere dei competenti o tecnici va condizionato."

(OMNICRAZIA nel POTERE DI TUTTI pag.93)

"Non esiste soltanto la tecnica, che unita alla scienza, investe e trasforma la realtà, la addomestica e la piega a fini propri; e oggi la tecnica celebra tanti trionfi.

Al fianco della tecnica si colloca questa attività religiosa: accertare sempre più profondamente la compresenza, allacciando consapevolmente tutti gli esseri. minimi e grandi, vivi e morti.

Si tratta...di rompere lo schema che solo la tecnica-scienza sia opera di razionalità. e l'altro sia sentimento..."

(POTERE DI TUTTI, pag.424)

"Le società attuali sentono sempre meno l'obbligo di tenere un conto adeguato dei due elementi che trasformano la democrazia in omnicrazia: le assemblee e l'opinione pubblica.

C'è una continua manipolazione delle une e dell'altra, e il rispetto per esse è molto spesso ipocrita. E' molto più sbrigativo fare a meno di loro, liquidarle, sostituendo un principio autoritario, dall'alto, di imperio.

Una società che fa dell'efficienza del suo funzionamento materiale il supremo valore, si capisce come arrivi alla soppressione di quei due elementi, che sembrano inutili o dannosi perditempo rispetto all'efficienza."

(POTERE DI TUTTI, pag.95)

Quest'ultima osservazione di Capitini, scritta nel 1968, illumina la risposta data in un sondaggio, oggi nel 1995, da tre italiani su quattro, che desiderano, per risolvere i loro problemi, un "uomo forte" , invece di impegnarsi di più a controllare e influenzare dal basso il potere democratico.

"Non si deve separare la "efficienza"  dalla "partecipazione comunitaria" , che è un fine altrettanto importante; anzi certe volte la storia ha cura di sviluppare più la seconda che la prima, guadagnando in legami che uniscono gli uni agli altri, e perdendo in risultati tecnici; ma non è detto che siano epoche meno importanti per la civiltà."

(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.82/83)

" Non può essere invocato il criterio della pura e semplice  "efficienza" nell'assicurare la convivenza umana, perché:

1°) bisogna sempre calcolare quanto viene a costare tale efficienza; se il suo prezzo fosse eccessivo, bisognerebbe rinunciarvi;

2°) bisogna ammettere che sia possibile perdere deliberatamente di efficienza per acquistare, alcune volte, un altro valore."

(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.80/81)

" Nel momento storico in cui ci troviamo, nella confluenza di due insoddisfazioni, della struttura capitalistica occidentale...e della struttura comunistica..., dobbiamo avere la forza di congedare anche ciò che era connesso con le due concezioni, il gruppo tecnico onnipotente in nome dell'efficienza, il gruppo politico in nome della rivoluzione."

(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.84)

"Vi sono oggi tre ondate di fondo nella coscienza degli uomini provenienti dalle varie tradizioni religiose:...una rivoluzione religiosa che renda impossibile...lo scandalo dell'Occidente che si dice cristiano per bocca dei suoi capi, guidatori di guerre, di sfruttamenti, di oppressioni; un'altra ondata contro il capitalismo per una produzione e distribuzione impostate diversamente, e una terza ondata...contro la guerra, contro la sua teoria, la sua preparazione, la sua esecuzione..."

(POTERE DI TUTTI, pag.432)

"Questo non era, e non è affatto, moderatismo, e quasi neutralizzazione reciproca dei due termini, libertà e socialismo; ma due rivoluzioni invece di una, massimo socialismo e massimo liberalismo. E perciò non la riluttanza ai due termini, ma anzi l'orgoglio di dirsi socialisti e liberali, con tutta la suggestione morale che questi due termini portano.

E' da insistere su questo carattere del movimento, di essere non un partito e un programma esclusivo, ma un atteggiamento dell'animo, un aprirsi in una direzione, una certezza e una speranza sempre rinnovantisi."

(NUOVA SOCIALITA' E RIFORMA RELIGIOSA pag.92)

"...siamo socialisti ma non possiamo ammettere il totalitarismo burocratico statalista; siamo liberali ma non possiamo ammettere il dominio del capitalismo che è nel liberalismo."

(ANTIFASCISMO TRA I GIOVANI pag.97)

"Le frontiere vanno superate, e la parola   è da considerare come appartenente al passato.

Ogni comunità vive nell'orizzonte di tutti, perciò non è troppo grande, ed è collegata con le altre federativamente.

Ma se vi sono spostamenti di genti, esse non sono da sterminare, ma da accogliere, tenendo pronte strutture e provvedimenti che rendano possibile questa apertura."

(POTERE DI TUTTI, pag.446)

"...bisogna vedere diversamente i giorni di lavoro e la festa, e allora questa si empirà di valore: la festa che si pervade di malinconia individualistica è la festa che non sente più in sé un valore, è la festa dell'individuo isolato e vuotato di un valore dentro di sé.

Dunque la prima cosa è di rendere pieni di valore i giorni di lavoro; non di portarli, come fanno l'edonista e lo scettico, a guisa di un peso, ma di sottometterli virilmente a un valore, in atti di operosità estetica, culturale, morale, sociale, civile; e di stabilire in essi una solidarietà di lavoro, di lotta, di ideali con gli altri; e allora i giorni di lavoro diventano una robusta prosa che merita la poesia di un'altra festa."

(SCRITTI SULLA NON VIOLENZA, pag.87)

" L'uomo moderno non può mettersi sul piano di andare elemosinando: vuole lavorare e, di conseguenza, vivere in buone condizioni. Non si tratta più di carità ma di giustizia. Il lavoratore, il povero, l'infermo, hanno il diritto di ricevere dalla società tutti i mezzi possibili. La carità, cioè, un'espressione speciale di affetto, posso poi aggiungerla di mio, come aggiunta del mio intimo; ma quanto al benessere economico, è fatto di giustizia che essi lo abbiano."

(NUOVA SOCIALITA' E RIFORMA RELIGIOSA pag.97)

" Il lavoro è dominio della natura, controllo della natura per umanizzarla; e per questo ci serviamo dell'intelligenza, della opera delle mani, delle macchine. Ma il lavoro è anche unione con altri, responsabilità insieme con altri...Così la realtà di tutti entra nel lavoro; crescono la socialità e la libertà, il lavoro è aperto e non chiuso."

(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.166)

"Per comprender bene l'attuale situazione del sindacato bisogna risalire a che cos'è l'UOMO.

Egli non è soltanto attività di lavoro, ma ha anche tre qualità importanti:

a) la qualità sociale politica, cioè tende a stabilire solidarietà e a esercitare un certo potere nella comunità;

b) la qualità culturale, cioè ha e sa che esistono valori (scienza, arte, concetti filosofici, ricerche di pensiero, ecc.) da sviluppare;

c) la qualità etico religiosa, cioè la coscienza di principi di vita morale da mettere in pratica (anche come essere singolo) e talvolta sente la comunità di tutti in modo elevato, mistico, perfino oltre la vita (culto dei morti, preghiera a Dio come Padre in eterno, compresenza dei morti e dei viventi)

Se si considerano queste qualità, si vede...il lavoratore come uomo completo, e non soltanto nella sfera del suo lavoro."

(POTERE DI TUTTI, pag.174)

"Insistere, con l'esempio e con la diffusione, sul valore di altri elementi della civiltà, di valore culturale ed etico, tali da diminuire il prezzo eccessivo pagato per lo sviluppo delle tecniche del benessere: la semplificazione della propria vita e la preferenza data ai valori culturali ed etici, agli impegni religiosi e sociali, si contrappone tanto più efficacemente quanto maggiore è il numero di coloro che fanno le scelte migliori."

(POTERE DI TUTTI, pag.94)

"Il perfezionamento della tecnica, in séguito a nuove ricerche scientifiche, può condurre ad una semplificazione dell'esecuzione di molte operazioni: l'automazione rientra in questo progresso.

Se il dominio di un processo meccanico è possibile con poca fatica e con poche conoscenze, sarà possibile estendere a moltissimi tali còmpiti, almeno per brevi periodi a turni...

Questo discorso...può allargarsi al potere, nel senso che potrà avvenire che moltissimi acquisteranno l'attitudine di dirigere, se ci sarà un frequente avvicendamento nei posti di direzione...

L'avvicendamento deve essere permanente, in modo che la rotazione delle cariche impedisca il formarsi di una casta di tecnòcrati largamente dominante dappertutto."

(POTERE DI TUTTI, pag.94)

"Per una vita veramente umana le ore del tempo libero sono importanti quanto quelle del tempo di lavoro"

(POTERE DI TUTTI, pag.164)

"...il tempo libero è necessario per l'uomo non semplicemente per riguadagnare le forze atte al lavoro..., ma per svolgere tipi di attività diversi da quelli del lavoro, più liberi, con un interessamento a cui è estraneo il profitto, più atti a sviluppare la cultura e la socievolezza e anche a vivere quelle realizzazioni di carattere generale, celebrativo sociale o religioso, che nel lavoro non vengono compiute.

L'uso che fa del tempo libero è anche il criterio per giudicare una persona."

(POTERE DI TUTTI, pag.116)

"Si è formato un altro tipo di capitalismo, con il programma di dare volentieri tempo libero e alti salari, per avere lavoratori più civili e più abili, con bisogni più complessi, capaci di comprare anche i loro prodotti (auto, ecc.)

Ma questo programma si associa, per coloro che vogliono mantenere il potere..., con il piano astuto di impedire che il maggior tempo libero, il migliore salario, il più alto livello di civiltà significhino una COSCIENZA SOCIALE più sveglia, più unita, più forte e capace di portare al potere i lavoratori...

Se gli operai lavorano per cinque giorni fino a trovarsi al sera spossati, e poi nei due giorni di   usano l'auto per recarsi in campagna o in gite, o a pescare, in divari di ristoro semplicemente fisico, essi ritroveranno i loro compagni soltanto il lunedì e nelle ore del lavoro...

Il piano mostra queste direzioni:

1. favorire l'allontanamento dal lavoro e dalla situazione concreta storica, politica, sociale (si chiama anche EVASIONE);

2. favorire una cultura dilettantesca (cioè semplicemente PIACEVOLE), senza nessun impegno di partecipazione creativa;

3. favorire lo sport oltre il giusto divario, e gli spettacoli divertenti, attraenti, anche con aspetti erotici (che sono  , come si usava per infrollire i popoli coloniali);

4. controllare gli strumenti di comunicazione e di informazione di massa (radio, televisione, stampa) perché la classe dominante con i suoi   sia presentata giusta, patriottica, natalizia, tale da meritare il potere e da tener lontano il male."

(POTERE DI TUTTI, pag.165)

"Il tempo libero deve rendere ogni lavoratore più capace di partecipare attivamente al controllo e al miglioramento del tempo di lavoro: ognuno che lavora deve essere più istruito, meglio informato dei problemi di tutti...

Il tempo libero va utilizzato per l'attività civica di partecipazione ai problemi del miglioramento della comunità in cui viviamo, il villaggio, la città, la regione; per l'attività politica, per l'attività sindacale, per l'attività pacifista...

Il tempo libero va utilizzato per esercitare liberamente quella attività creativa che uno preferisce, cercando non soltanto di ricevere, di vedere, di imparare, ma anche di fare...

Il tempo libero va utilizzato anche per il raccoglimento, per il silenzio, per le nostre riflessioni...

Il tempo libero va utilizzato per svilupparci igienicamente e sportivamente e per curare il nostro corpo e il nostro sistema psichico e nervoso...

Il tempo libero può produrre il miglior capitale che ci sia: l'uomo libero."

(IL POTERE DI TUTTI pag.166/67)

" Tutto questo va bene, ma non basta perché il benessere ed il potere non sono fini, ma mezzi per migliorarci, per essere uomini migliori, più umani, più buoni, più capaci di avvicinarsi alla verità, alla bellezza, alle alte vette della vita dove si vive qualcosa di più eterno, di più libero della stessa politica e della stessa economia."

(RISPETTO DELL'UMANITA' nel "CORRIERE DI PERUGIA" 19 agosto 1944)

Vivere la persuasione religiosa; lottare contro l'insufficienza della realtà, della educazione, della società; aprirsi agli altri; sollecitarli alla riforma religiosa, alla rivoluzione nonviolenta per superare la finitezza e l'oppressione: questo è stato l'impegno quotidiano di Aldo Capitini, fino al giorno della morte, avvenuta a Perugia il 19 ottobre 1968 in seguito a un intervento chirurgico.