"Bisogna far emergere un altro sentimento profondo nell'uomo, un'altra tendenza originaria, quella alla cooperazione, a cercare altri per vivere insieme, sentimenti e tendenze senza le quali la storia umana non sarebbe giunta al punto attuale."
(EDUCAZIONE APERTA II pag.277)
" Ogni società fino ad oggi è stata oligarchica, cioè governata da pochi, anche se rappresentanti di molti; oggi specialmente, malgrado la diffusione di certi modi detti democratici, il potere (un potere enorme) è in mano a pochi, in ogni Paese. Bisogna, invece, arrivare ad una società di tutti, alla omnicrazia."
(LETTERA DI RELIGIONE del 15/8/1963)
" La strada che abbiamo indicato verso un nuovo potere è questa:
1. L'individuo accerta il suo rapporto con la compresenza mediante l'infinita apertura al tu-tutti; e così egli esce dall'angoscia di vedersi solo e improduttivo;
2. Nella compresenza egli, come ogni altro essere, si riconosce centro; e così egli è compensato della subordinazione in cui può trovarsi nelle istituzioni, negli enti, nelle imprese, sotto l'autorità di chi comanda, ed è anche compensato della inferiorità che può avere nel mondo quanto a vitalità, vigoria, intelligenza, prestanza;
3. Questa eguaglianza di essere centro l'individuo la fa rifluire, come potere di tutti, nelle istituzioni, negli enti, nelle imprese."
( OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.141)
" La nonviolenza considera ogni rapporto non in senso di autorità, potere, repressione, ma in senso federativo, orizzontale, aperto.
Per questo nella società circostante porta un modo diverso che agisce, sia direttamente per le persone che coltivano in sè questo senso orizzontale, fraterno, (e che ne sono trasformate), sia indirettamente per le persone che ricevono questo nuovo agire nonviolento, purchè costante e convinto.
Bisogna tener presente questa trasformazione dell'uomo, e allora se si dice che la nonviolenza tende ad un federalismo nonviolento dal basso, si capisce che non si tratta di un federalismo in cui ognuno resta tale e quale, ma di un federalismo nel quale opera un elemento dinamico, che è la nonviolenza intesa in quel senso aperto."
(LA NONVIOLENZA OGGI in SCRITTI SULLA NONVIOLENZA pag.150)
"Si capisce che in un periodo di transizione, lungo o breve che sia...potrà avvenire ciò che il Gramsci dice, e l'abbiamo detto più volte anche noi, che finchè ci saranno persuasi della nonviolenza e non persuasi, accadrà che saranno usate forze dell'ordine, tutele coercitive di tipo ."
(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.112)
"L'elemento Stato-coercizione si può immaginare esaurientesi a mano a mano che si affermano elementi sempre più cospicui di società regolata...Da una fase in cui Stato sarà uguale a governo...si dovrà passare ad una fase di Stato-guardiano notturno, cioè di un'organizzazione coercitiva che tutelerà lo sviluppo degli elementi di società regolata in continuo incremento e perciò riducente gradatamente i suoi interventi autoritari e coattivi."
(GRAMSCI: NOTE SUL MACHIAVELLI pag.132 cit. nel IL POTERE DI TUTTI pag.111)
" Mentre non è possibile collaborare ad una violenza che prende la mano rispetto al motivo originario della convivenza sociale in cui le istituzioni sono strumento del potere di tutti, è invece possibile stare accanto a chi semplicemente usi la violenza entro la stretta disciplina di giovare alla convivenza di tutti nella loro evoluzione, una violenza in ambito modesto, strettamente condizionata dai modi (quante armi si possono usare che non uccidono!) accompagnata costantemente da un soffio omnicratico.
Il persuaso della nonviolenza può, personalmente, non usare nemmeno questo tipo di violenza, se il suo compito è di richiamare costantemente il fine; ma comprende che c'è violenza e violenza, e quella per mantenere la convivenza di tutti è più giustificata di ogni altra."
(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag. 128/129)
"...l'azione dell'organo di polizia in una comunità è lontana da quegli eccessi di distruzione e di eccitazione psicologica e impersonale che ci sono negli eserciti e nella guerra: quell'azione (di polizia) è circoscritta, diretta specificamente contro chi porta violenza, e con lo scopo più di distogliere dalla tentazione che altro.
Naturalmente il nonviolento tende ad altro, e a smobilitare polizie e prigioni, ed ha fiducia che questo sia possibile, perché crede alla superabilità del male e all'attuabilità di migliori rapporti fra gli uomini; e frattanto compie un'opera instancabile perchè la repressione sia umana e non torturatrice, educatrice e non vendicatrice, ma cooperante al bene anche del criminale stesso.
Ma si rende conto che è l'ultimo organo a cui una comunità rinuncia, e solo quando ci sia un ampio sviluppo di modi nonviolenti di convivenza."
(RELIGIONE APERTA pag.152/153)
" Noi, che ci troviamo in mezzo a questa civiltà di passaggio, non possiamo fare a meno di prendere elementi del benessere attuale...Così è per alcuni elementi come la proprietà nella forma privata, la difesa poliziesca della nostra esistenza, l'isolamento dei delinquenti, la differenza di stipendi, di abitazioni, di comodi. Noi li accettiamo come la società attuale ce li offre, pur cercando di attenuarli e di portarli più vicini alla compresenza.
E se viene fatto valere il principio che l'ordine legale, con i suoi elementi di forza e costrizione è a vantaggio dei deboli, che non potrebbero farsi ragione con la propria forza, noi dobbiamo vegliare che la sia effettivamente tale e non in realtà a vantaggio di una sopraffazione particolare, privata, di gruppo."
(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.80)
" Trasformare la situazione interna dei Paesi vuola dire anche un continuo promovimento di campagne giuste e rinnovatrici, in cose piccole e in cose grandi, e senza portare il terrorismo della guerra civile nelle strade e nelle case.
E' un metodo nuovo, il tenere attiva una società con il metodo nonviolento, controllando e smascherando, protestando e agitando, sacrificandosi e così educando i giovanissimi a cercare coraggiosamente di migliorare la società dal di dentro. Anche qui la nonviolenza salva i giovani, occupandoli bene (rivoluzione permanente)."
(AZIONE NONVIOLENTA agosto/settembre 1968)
Associare la legalità nonviolenta a un costante controllo dal basso
" Dal Settecento, l'opinione pubblica è venuta in primo piano, perché sono stati spodestati i re "per grazia divina".
Naturalmente l'opinione pubblica esisteva anche prima, ma nel Settecento si è compreso meglio che ogni cittadino, non più minorenne, ma divenuto maggiorenne, ha il dovere di e di contribuire a rendere informati tutti di tutte le riforme pubbliche possibili."
(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.91)
" Il piano per arrivare ad una società che sia veramente di tutti non è ancora realizzato. Sono ancora poche le cose che tutti hanno liberamente, oltre la vita, l'aria, il sole, il corpo naturale, un cuore, una mente per pensare, una volontà per decidere.
Esiste la società civile, che è una creazione storica molto importante, ma essa è ancora troppo imperfetta. Vi esiste lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, l'autoritarismo dell'uomo sul l'uomo: alcune mani hanno ricchezze grandissime, altre mani, pur lavorando tutto il giorno, non riescono a riportare a casa ( e quale casa, certe volte) un guadagno sufficiente; alcuni hanno un potere grandissimo nel comandare, nell'imporre agli altri la loro volontà anche con la forza e molti altri debbono raccomandarsi e ubbidire per salvare la semplice vita.
Eppure, se si guarda bene, gli sfruttati e gli oppressi sono un'immensa maggioranza in confronto a quelli che hanno il potere politico ed economico. Poche persone decidono della pace e della guerra, del benessere e del disagio di tutti. E chi controlla questi pochi potentissimi? Solo i gruppi di potere; la moltitudine è non presente."
(IL POTERE E' DI TUTTI anno 1 n°1 pag.1)
"Come passare dal controllo al potere?
Il controllo, nelle sue tre forme: informazione esatta, critica adatta, progettazione progrediente, è già potere; accrescere l'una o l'altra delle forme, secondo la propria capacità, è sviluppare l'omnicrazia (il potere di tutti).
(POTERE DI TUTTI, pag.126)
"L'espressione "dal basso" vuol dire esattamente muovere dai singoli, nella loro esistenza e molteplicità, nelle loro condizioni anche elementari di vita, di benessere, di cultura."
(OMNICRAZIA nel POTERE DI TUTTI pag.90)
" In un mondo in cui si estendono imperi e controimperi, abusando dei poteri ricevuti o presi ai cittadini, vedo nei Centri aperti la ripresa del potere, il preannuncio di un decentramento che restituisce valore ai rapporti tra persona e persona, ai controlli continui dal basso, al ritmo stesso della vita liberato dall'imprigionamento nelle supercittà.
I Centri sono la forma istituzionale della nuova vita religiosa e sociale. "
(LETTERA DI RELIGIONE del 16/8/1963)
" Tutta la comunità deve essere articolata in forme di democrazia e autonomia che rendano sempre presenti i cittadini alle varie decisioni."
(EDUCAZIONE APERTA II pag.130)
"...non ho mai cessato di insistere su questa aggiunta per tutti, di controllo dal basso, di centri sociali, di commissioni aziendali, di cooperative agricole, di organismi studenteschi nella scuola, di controllo degli enti di previdenza da parte degli associati, di educazione civica e popolare..."
(ANTIFASCISMO TRA I GIOVANI pag.143)
" Il potere deve diventare di tutti mediante la trasformazione parallela degli animi e delle strutture.
Se manca la libertà d'informazione e di critica, di espressione e di associazione, di controllo e di protesta, un ordine di leggi è difettoso, prepotente, ingiusto, violento e non si forma una buona classe dirigente.
Ora crescono nel mondo gli uomini che vogliono un ordine di leggi che sia veramente per tutti."
(RIVOLUZIONE APERTA pag.6/7)
"..la condizione oppressiva che subisce il proletariato nel campo economico rientra in un complesso di condizioni oppressive, limitatrici, che gli uomini soffrono in questa società, realtà, umanità, così com'è costituita.
Accettata in pieno la tensione alla liberazione dal servaggio capitalistico, questa liberazione è associata a quella, parimenti improrogabile, dall'oppressione statale, dalla violenza, dall'egoismo,...dal dolore, dalla morte degli individui. Oppresso è il salariato ma oppresso ....è anche il condannato alla pena capitale, il nato cieco, il morto.
Questo allargamento rispetto alla classe economica fa sì che si stabilisca una unità più ampia di quella della classe economica ed è unità che comprende veramente tutti, perché tutti sono oppressi in questa realtà, società, umanità dello sfruttamento, della violenza, dell'egoismo, della chiusura, della morte."
(RELIGIONE APERTA pag.194)
" Per trasformare tutta la società, è, dunque, necessario cambiare il metodo, e farla comiciare dal basso invece che dall'alto. Bisogna cominciare uno sviluppo del controllo dal basso che dovrà crescere sempre più.
Anzitutto essendo uniti. ..Essere uniti, ma anche attivi, pronti a dedicare un pò di tempo, un pò di energie, un pò di soldi, a organizzare libere associazioni, perfezionandole sempre più.
E bisogna anche cercare di conoscere i fatti, di sapere come vanno le cose politiche, sociali, sindacali, amministrative Per arrivare a queste è bene avere centri sociali, con libri, giornali, discussioni. Anzi una cosa fondamentale è riunirsi in una discussione settimanale, specialmente sui problemi della propria località.
E' vero: ci sono i partiti, i sindacati, le amministrazioni comunali e provinciali, il governo con i suoi ministeri; ma questo non basta, è necessario aggiungere il controllo di tutti dal basso, per criticare, approvare, stimolare, per dare elementi che quelli dall'alto non conoscono e fare proposte a cui essi non hanno pensato.
Anche se la gente viene convocata alle elezioni (una buona cosa, certamente) ogni quattro anni, ogni cinque anni, i pochi potenti non si preoccupano, durante i quattro o cinque anni, di dare informazioni esatte a tutti, di aprire scuole per chi non ha nessuna cultura, centri sociali per aiutare gli uomini e le donne a ritrovarsi insieme, a discutere e imparare l'uno dall'altro.
Anzi i potenti fanno di tutto perché le persone non si trovino insieme a discutere e a criticare se occorre; e i grandi industriali sono pronti a dare la settimana lavorativa di cinque giorni agli operai, così la sera dei cinque giorni saranno spossati e non andranno al centro sociale a parlare di politica e istruirsi liberamente, e nei due giorni liberi scapperanno dalla città a fare i turisti o a pescare."
(EDUCAZIONE APERTA I pag.251)
" La civiltà nel suo sviluppo presenta diversi aspetti, uno dei quali è quello di affermare sempro più largamente e vigorosamente...un piano comune, un'esplicazione di vita, in cui non si distingua il genere maschile da quello femminile..
La disparità deve essere superata dagli uomini nel considerare le donne, ed essi potranno far questo tanto più quanto la donne stesse lo faranno dentro di loro e nel vario loro operare."
(LA DONNA NEL SUO POSTO SOCIALE nel "CORRIERE DI PERUGIA" del 3 marzo 1945)
"Controllo e contemplazione debbono essre portati nell'educazione costante di tutti, o educazione permanente, anche mediante i mezzi di comunicazione di massa, tra i quali tanto importante è la televisione...
Tutti sappiamo che l'educazione è qualcosa di più della comunicazione di informazione, e mira a formare una capacità di giudizio, di utilizzazione, di considerazione oggettiva e razionale dei dati stessi. Possiamo indicare questa capacità complessa con il nome di controllo."
(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.126)
" Il controllo ha più aspetti: uno è l'informazione esatta e aperta....Naturalmente [al controllo dal basso] gli ostacoli maggiori sono posti dalle classi dirigenti, che posseggono immensi mezzi per aiutare l'informazione esatta, ma anche per sviarla. Chi porge informazioni esatte fa opera molto importante e generosa.
L'altro aspetto del controllo è l'utilizzazione intelligente delle informazioni disponibili per la critica dei provvedimenti presi dai dirigenti.
Anche questa prontezza e capacità di critica non vengono per nulla addestrate, nemmeno nella scuola, dove ci sarebbe il tempo e il materiale. L'errato concetto che il sapere, di qualsiasi specie, abbia un'autorità assoluta e intangibile, per nulla suscettibile di aggiunte e di correzioni, ancora sovrasta.
Non si domanda mai agli scolari: "Voi agireste nello stesso modo (come avviene nella natura, come è avvenuto nella storia)?"
Non si chiede a loro che di essere conformisti e di imparare, e perciò il primo aspetto del dato, dell'informazione (quando è autentica), resta privo dei successivi."
(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.125)
" Nella società attuale permane una concezione gerarchica e chiusa per cui i dirigenti di ogni ente si sentono impegnati soltanto davanti ai loro superiori. Invece la prima responsabilità di ogni ente è davanti al pubblico anonimo, e davanti a questo l'ente deve parlare e ascoltare, giustificando i propri provvedimenti in una determinata situazione e ascoltando suggerimenti e proposte.
Una vecchia tradizione centralistica (medioevale da un lato, napoleonica e burocratica dall'altro ) non ha creato l'abitudine a rendere conto al popolo anonimo; e il parroco, per esempio, non rende conto ai parrocchiani alla fine dell'anno delle entrate e della spese della parrocchia stessa e di beni che non sono personalmente suoi.
(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.92)
"Proprio qui occorre fare la rivoluzione più decisa, che prende questi aspetti:
1) ridurre la durata del potere e ammettere il diritto di revoca quando dal basso si ritenga errato quell'uso del potere;
2) creare molti organi intermedi e gruppi di lavoro per decisioni più particolari e per i controlli;
3) imporre ad ogni livello la convocazione frequente e periodica di assemblee (utilizzando, diceva Capitini nei dibattiti, il tempo libero)
4) fornire all'opinione pubblica largamente le proprie informazioni ed ascoltare le critiche e le proposte."
(POTERE DI TUTTI, pag.92)
" La trasformazione totale dell'economia significa che l'economia deve essere al servizio di tutti gli abitanti della terra, mentre finora ha una grande spinta a muoversi secondo gli egoismi della proprietà individualistica e dello sfruttamento degli altri."
(RIVOLUZIONE APERTA pag.47/8)
"Per dare aiuto a questo lavoro di controllo dal basso, bisogna favorire la costituzione di Centri di orientamento sociale in ogni località anche piccola, stimolare a formare consigli di assicurati nelle previdenze sociali e nelle mutue, consigli di classe nelle scuole, consigli di ammalati nei sanatori e negli ospedali, là dove è possibile.
Ognuno deve imparare che ha in mano una parte di potere, e sta a lui usarla bene, nel vantaggio di tutti; deve imparare che non c'è bisogno di ammazzare nessuno, ma che, cooperando e non cooperando, egli ha in mano l'arma del consenso e del dissenso.
E questo potere lo ha ognuno, anche i lontani, le donne, i giovanissimi, i deboli, purchè siano coraggiosi e si muovano cercando e facendo, senza farsi impressionare da chi li spaventa con il potere invece di persuaderli con la libertà, la giustizia e l'onestà esemplare dei dirigenti. E' un errore pensare che basta che uno molto bravo (e chi lo giudica), o un gruppo di pochi, vada al potere, anche con la violenza e riesca a cambiare tutto in bene. Bisogna prepararci tutti al potere per il bene di tutti, cioè per la loro libertà, per il loro benessere, per il loro sviluppo."
(IL POTERE E' DI TUTTI Anno 1 n°1 pag.1)
"L'assemblea sappia organizzarsi bene, rispettando le minoranze, sfrondando le discussioni lunghe e non pertinenti, concludendo sempre con concretezza, costituendo al suo interno commissioni di inchiesta e gruppi di studio: si sa che l'assemblea, se è caotica, violenta e inconcludente, genera prima o poi l'autocrazia."
(AZIONE NONVIOLENTA marzo 1968)
"L'assemblea non è infallibile, può sbagliare; ma l'atteggiamento concreto è starci dentro per mostrarle i suoi sbagli; e purtroppo l'insufficienza umana si vede in questo evitare di farsi presente in un'assemblea con il proprio dissenso costruttivo.
Chi è aperto deve sempre collocarsi nelle assemblee, perché esse sono qualitativamente superiori all'autorità del monarca che, come dice Hegel, deve sempre mettere il puntino sulla ì per dar valore esecutivo ad una legge."
(POTERE DI TUTTI, pag.89)
" O si collabora o non si collabora; ma si ha il diritto e il dovere di non collaborare solo quando si sa con che cosa si collaborerebbe e quale legge si sosterrebbe al posto di quella che trionfa. In tal modo la noncollaborazione è avviamento alla legge di domani, è offrire nuovi elementi al legislatore, è collaborazione con la storia, non è stupido ribellismo per gusto irrazionale di dir di no.
E' sempre avvenuto così: altrimenti nessuna legge, nessuna direttiva sarebbe mai stata sostituita con una migliore.
Tanto più che colui che non intende collaborare, non si reca su di una montagna, ma resta a contatto del legislatore, si sottopone alle sanzioni, spiega i suoi motivi, da prova che la sua azione non è ispirata dal fine di sottrarsi ad un peso.
E' evidente che riesce meno difficile ubbidire sempre che opporsi qualche volta, pagando di persona."
(ELEMENTI DI UN'ESPERIENZA RELIGIOSA pag.117)
" Se la legge esteriore discorda da quella intima, che appare, dopo un esame attento e specialmente in questioni importanti, assolutamente superiore, bisogna seguire quella intima, quella di cui si è convinti..."
(ELEMENTI DI UN'ESPERIENZA RELIGIOSA pag116)
"...lo Stato esige dai cittadini il loro animo non come una cosa, ma come una partecipazione attiva che può essere talvolta anche il rifiuto di eseguire una legge, operato in nome di un'idea più alta della vecchia."
(ELEMENTI DI UN'ESPERIENZA RELIGIOSA pag.118)
" Dopo l'esperienza del metodo nonviolento nella lotta civile, si è fatto questo passo significativo: alla legge si può disobbedire, quando vi siano giuste ragioni, ma con le tecniche nonviolente. Le leggi sono produzione nostra, e come tali possono essere mutate cooperando; (di contro alla , teorizzata da Kant, per cui si può esprimere il dissenso secondo la propria ragione, ma si deve sempre obbedire..), anche la , che dichiara pubblicamente le ragioni del dissenso, è atto di cooperazione alla legge, cioè a produrre una legge migliore..."
(OMNICRAZIA nel IL POTERE DI TUTTI pag.75)