LA
DICHIARAZIONE UNIVERSALE
DEI DIRITTI DELLUOMO
LA
NASCITA
Contesto storico
Alla fine della I guerra
mondiale circolava la fondata convinzione che nessuno
stato poteva essere considerato il garante unico dei
cittadini, e nonostante la Società delle Nazioni non
potesse affrontare il problema dei diritti umani,
tuttavia promulgò alcune norme per proteggere le
minoranze. Però solo con la fine della II° Guerra
Mondiale questa convinzione divenne unesigenza
molto sentita: infatti solo allora si venne a determinare
sul piano psicologico e morale la consapevolezza
dellorrore della guerra, ingigantita anche dalle
efferatezze compiute dal regime totalitario nazista e
dalla scia di morte lasciata dalla guerra, che
comprendeva 50 milioni di morti, di cui due terzi erano
composti da civili, morti durante i bombardamenti o le
incursioni. Si ebbe dunque a determinare lesatta
coscienza che la guerra avrebbe distrutto
lumanità. Da qui nacque lesigenza di un
radicale cambiamento, venne per cui concepito un grande
disegno di pace che si concretizzò nella creazione
dellO.N.U.. Lobbiettivo di questa
organizzazione enunciato esplicitamente è: "Salvare
le generazioni future dal flagello della guerra ed
impiegare strumenti internazionali per promuovere il
progresso economico e sociale di tutti i popoli"
Essendosi così fatta più
acuta lesigenza della protezione internazionale dei
diritti umani, nella Carta delle Nazioni Unite
allarticolo 1 venne sancita solennemente la fede
dei popoli "nei diritti fondamentali delluomo,
nella dignità e nel valore della persona umana,
nelleguaglianza dei diritti degli uomini e delle
donne, nelle nazioni grandi e piccole".
La Carta delle Nazioni
Unite venne approvata il 26 giugno 1945. Successivamente
lO.N.U. nominò una Commissione per
lelaborazione di un documento internazionale in cui
vennero definiti e sanciti i diritti e le libertà
inalienabili delluomo. La Commissione presieduta
dalla moglie del presidente Roosevelt impiegò tre anni
ed alla fine, il 10 dicembre 1948, venne approvata
dallAssemblea Generale dellO.N.U. la
Dichiarazione dei Diritti dellUomo.
Finalmente dopo milioni di
morti, crudeltà, genocidi avvenuti in ogni angolo della
terra, veniva riconosciuto il rispetto della vita ed il
rispetto di ogni persona umana e soprattutto maturò la
convinzione che il rispetto della vita e della persona
non poteva essere lasciato nelle sole mani delle
comunità nazionali, ma doveva essere affidato alla
comunità internazionale.
La Dichiarazione dei
Diritti dellUomo venne approvata
allunanimità e si compone di un preambolo e di
trenta articoli.
La nascita della
Dichiarazione
Già dalla fine della I°
Guerra Mondiale circolava la fondata convinzione che
nessuno Stato poteva essere considerato il garante unico
per i diritti dei suoi cittadini; tuttavia la Società
delle Nazioni non poteva, a causa della sua fragilità,
affrontare questo problema, si limitò solo a promulgare
alcune norme per la protezione delle minoranze etniche.
Lorrore dellOlocausto pesava però come un
macigno sulla coscienza di molti, così dopo la creazione
di un più solido organismo internazionale, lO.N.U.
appunto, si dettarono subito norme per la protezione
internazionale dei diritti umani. Così nella Carta delle
Nazioni Unite venne sancita solennemente allart. 1
la fede dei popoli "nei diritti fondamentali
delluomo, nella dignità e nel valore della persona
umana, nelleguaglianza dei diritti degli uomini e
delle donne e delle Nazioni grandi e piccole".
Questo documento venne approvato il 26 giugno 1945,
Successivamente lO.N.U. nominò una commissione per
lelaborazione di un documento internazionale in cui
venissero definiti e sanciti i diritti e le libertà
inalienabili delluomo. La commissione ci impiegò
tre anni ed alla fine il 10 dicembre 1948 venne approvato
dallO.N.U. la Dichiarazione Universale dei Diritti
dellUomo. Finalmente dopo molti milioni di morti,
crudeltà, genocidi avvenuti in ogni angolo della terra,
veniva riconosciuto il rispetto della vita e della
persona umana e soprattutto si stabiliva che il rispetto
della vita e della persona non poteva essere lasciato
nelle sole mani delle comunità nazionali ma doveva
essere affidato anche alla comunità internazionale.
Valore programmatico della
Dichiarazione
Il suo valore
programmatico deriva dallessere stata approvata da
un organismo di diritto internazionale a cui aderiscono
la maggior parte degli Stati dei cinque continenti, Stati
che presentano una variegata caratterizzazione di regimi
politici. La sua importanza risiede quindi nel
riconoscimento e nella tutela di alcuni diritti
fondamentali da parte di questa grande varietà di Stati
e soprattutto di regimi politici. Ne deriva così, come
esplicitato nel Preambolo, che la Dichiarazione è
"un ideale comune che deve essere raggiunto da tutti
i Popoli e da tutte le Nazioni". Il suo difetto
risiede nel limitato valore giuridico, infatti spetta
solo al singolo Stato decidere se attuarla o meno. Se
anche uno Stato membro non la riconosce o viola qualche
diritto, lO.N.U. non ha alcun potere o sanzione da
applicare, se non questo monito:
"Il disconoscimento
ed il disprezzo dei diritti delluomo hanno portato
ad una serie di atti di barbarie che offendono la
coscienza dellumanità" ed inoltre
"Il riconoscimento della dignità inerente a tutti i
membri della famiglia umana e dei loro diritti,
inalienabili, costituisce il fondamento della libertà,
della giustizia e della pace nel mondo"
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