MOHANDAS
KARAMCHAND GANDHI, il MAHATMA
La vita
Mohandas Karamchand
Gandhi, soprannominato il Mahatma, che in sanscrito
significa " la grande anima ", nacque nel 1869
a Porbandar da una famiglia agiata e colta appartenente
alla casta dei Mercanti che gli poté consentire di
portare avanti i suoi studi fino al 1891 quando ottenne
labilitazione alla professione forense dopo aver
frequentato per circa 4 anni la facoltà di legge
alluniversità di Londra.
Dopo avere esercitato per
un breve periodo la professione di avvocato a Bombay, si
recò in Sud Africa con lincarico di consulente
legale per una ditta indiana, qui rimase per circa venti
anni dal 1893 al 1914 dedicandosi prevalentemente alla
difesa e allassistenza spirituale, morale e
materiale di 150000 indiani emigrati in quel paese.
Il lungo periodo trascorso
a contatto con le indicibili iniquità razziali di cui
erano vittime gli immigrati indiani trasformò il
"timido avvocato" in un energico e determinato
attivista politico che si batté per il riconoscimento
dei diritti dei suoi connazionali da parte delle
autorità britanniche applicando e sperimentando i suoi
nuovi metodi dintervento politico basati sulla
disobbedienza civile non violenta e sulla resistenza
passiva ( chiamato Satyagraha che etimologicamente
significa stretta adesione alla verità ).
Nel 1903, in Sud Africa,
fondò la Transvaal British Indian Association e, nel
1904, il giornale Indian Opinion .
Attuò per la prima volta
la sua tecnica nel 1906 quando guidò una campagna
fondata appunto sulla pratica del Satyagraha.
Liniziativa provocò
forti tensioni e fu coronata da un buon successo tanto
che nel 1914 venne decretata labolizione di alcune
leggi razziali contro la cui applicazione si erano
battuti alcuni immigrati indiani.
Nel 1915, dopo che il
governo del Sud Africa attuò importanti riforme a favore
dei lavoratori indiani, Gandhi una volta tornato in India
partecipò alla prima guerra mondiale collaborando con
gli Inglesi.
Una volta conclusa la
guerra la lotta politica si intensificò e ci fu una
nuova ondata di violenza e disordini in quanto il
parlamento britannico, in risposta allattivismo
nazionalista, approvò le leggi Rowlatt che sospendevano
i diritti civili e introducevano la legge marziale
laddove si fossero verificate rivolte.
Gandhi allora invitò il
popolo a rispondere alla repressione britannica con la
resistenza passiva, purtroppo il movimento assunse
proporzioni prossime allinsurrezione e il 13 aprile
1919 ci fu un terribile massacro ad Amristar, quel giorno
il leader proclamò una giornata di lutto nazionale per
ricordare il massacro compiuto dalle truppe britanniche
nei confronti di una folla pacifica di manifestanti
disarmati.
In breve tempo il Mahatma
divenne il leader indiscusso del movimento nazionalista
indiano e riuscì a trasformare il Congresso nazionale
indiano in un partito politico con largo seguito anche
fra quei gruppi fino ad allora esclusi
dallattività politica come donne e mercanti.
In seguito al massacro di
Amristar Gandhi promosse una nuova protesta nazionale,
nel 1920, basata ancora una volta sulla non cooperazione
con il governo britannico dellindia in quanto
invitava a boicottare le merci, le istituzioni
scolastiche britanniche e lattività politica.
Questo nuovo movimento fu
giudicato dalle autorità politiche britanniche come un
atto sedizioso e per questo nel 1921 Gandhi venne
condannato a sei mesi di reclusione in carcere, scontò
solo parte della pena.
"ANTICHE COME LE
MONTAGNE"
Introduzione
Il libro non è stato
scritto personalmente da Gandhi, ma è stata la
Conferenza Generale dellUNESCO ad approvare la
pubblicazione di un libro contenente brani scelti sul
pensiero di Gandhi, quale grande maestro come se ne può
presentare uno ogni cinquecento anni.
Il testo è strutturato in
dodici capitoli ognuno composto da numerosi paragrafi.
Autobiografia
In questa prima parte
Gandhi parla della sua infanzia e della storia della sua
famiglia: suo nonno, nato da una famiglia di droghieri,
era diventato primo ministro ma poi era stato costretto a
lasciare la città a causa di alcuni intrighi statali. Il
padre, che rivestì anche lui la stessa carica, viene
ricordato come leale, audace, incorruttibile e generoso,
ma molto irascibile. Sua madre invece era profondamente
religiosa e la ricorda sempre impegnata in voti, anche
molto severi, che non mitigava neanche quando era malata.
Gandhi nacque e visse a Pordandar. Si descrive come un
ragazzo molto timido, che addirittura correva a casa dopo
le lezioni per non dover parlare con i coetanei. Un
avvenimento importante della sua infanzia fu il suo
matrimonio precoce, a soli 13 anni, con la donna con cui
poi avrebbe condiviso tutta la vita. Finito il liceo
andò a fare luniversità in Inghilterra e quando
tornò aprì uno studio da avvocato, grazie anche
allinteressamento e alle amicizie del fratello.
Successivamente viene mandato in Sud Africa dove matura
il suo spirito e le sue convinzioni religiose, grazie
allosservazione e spesso alla sperimentazione
diretta dellestremo razzismo presente in Sud
Africa. Iniziò così la sua missione, che avrebbe
portato avanti tutta la vita, di difesa nei confronti dei
poveri e degli intoccabili. Nel 1906 fa un voto di
astinenza per allenarsi a controllare le tentazioni del
corpo; proprio per questo iniziò i suoi numerosi
digiuni, alternati a severe diete di frutta e cereali,
che per lui dovevano servire a trovare un equilibrio che
resistesse alle tentazioni, soprattutto a quelle del
palato. Fu anche un maestro originale nelle due comunità
che aveva fondato: riteneva che i libri di testo non
erano necessari, perché danno un senso del dovere che
inibisce le menti, e perciò lui non se ne serviva, ma
preferiva svolgere lezioni orali narrando ciò che lui
aveva imparato con i libri e con lesercizio. Fu
successivamente costretto a tornare in India a causa
dello scoppio della I° guerra mondiale, dove lottò per
lindipendenza del suo popolo.
Autodisciplina
Tema centrale del brano è
lesaltazione della volontaria e deliberata
restrizione dei bisogni che porta ad un certo grado di
armonia e benessere fisico necessario per
unesistenza felice. A questo proposito Gandhi
esalta il voto di Brahmacharya che ha fatto nel 1906
perché secondo lui un uomo che aspiri a giungere a
Brahma, cioè Dio, non può farne a meno; infatti
luomo "primo e più importante tra gli
uomini" è solo colui che ha soggiogato i sensi, che
è libero "dallira e dalla lussuria,
dallavidità e dallattaccamento,
dallorgoglio e dal timore". Tra i vari modi di
controllo della passioni è molto importante sia il
digiuno che lastinenza dalla carne, e quindi il
controllo dellappetito, sia lastinenza da
atti sessuali non mirati alla riproduzione, sia il
controllo degli istinti e degli impulsi dei sensi.
Unaltra abitudine, che valuta molto positivamente,
nelluomo è il silenzio, perché, come dice,
"fa parte della disciplina spirituale di un seguace
della verità". Ma il vero silenzioso non è colui
che ha le labbra cucite, e che quindi anche volendo non
potrebbe parlare, ma colui che, avendo la possibilità di
parlare, non pronuncia nessuna parola inutile.
La pace internazionale
In questa sezione si
riporta che Gandhi pensi che se un uomo è buono o
cattivo, ciò non riguarda soltanto lui ma anche tutta la
comunità. Tutti gli uomini sono uguali agli occhi di
Dio, sebbene esistano differenze di razza, di condizioni
e di abitudini, e quindi deve esistere una fratellanza
tra gli uomini che esclude il razzismo. Egli considera
quindi il mondo ununica grande famiglia e non
desidera che ci siano guerre, come quella mondiale, che
servono solo a dividere i popoli e a favorire i
produttori di armi.
La democrazia e il
popolo
In questa sezione del
libro "Antiche come le montagne" Gandhi esprime
la sua concezione dorganizzazione statale, popolo e
democrazia attraverso delle considerazioni che meritano
di essere riportate.
Per il Mahatma la
democrazia è un regime democratico in cui i più deboli
devono avere le stesse occasioni dei più forti, in cui
cercare di reprimere la disubbidienza civile equivale ad
imprigionare la coscienza, in cui il popolo deve agire
come un gregge e, soprattutto, la vera democrazia, che è
fatto naturale per chi è abituato a presentare spontanea
ubbidienza a tutte le leggi sia umane sia divine, deve
nascere dalla non-violenza.
Il vero democratico è
colui che difende con mezzi puramente non violenti la sua
libertà, quella del suo paese e in definitiva quella di
tutta lumanità.
Il Mahatma stima la
libertà individuale e ritiene che si perda solo per
colpa della propria debolezza.
Il potere politico non è
altro che uno dei mezzi per permettere al popolo di
migliorare le sue condizioni in ogni aspetto della vita.
Il potere risiede nel
popolo ed è affidato solo momentaneamente a coloro che
esso sceglie come suoi rappresentanti, il suo
"deposito" è la disubbidienza civile.
Lo stato rappresenta, per
Gandhi, la violenza in forma concentrata ed organizzata,
e dato che differentemente dalluomo, è una
macchina senza anima, non può fare a meno della
violenza.
Un cittadino ubbidisce
alle leggi volontariamente, mai per forza o per paura
della pena prescritta per linfrazione e le viola
quando lo ritiene necessario, accettando con gioia la
pena.
Possiamo ora riportare due
considerazioni dello stesso Mahatma per riassumere la sua
"dottrina filosofica":
- La perfetta
disubbidienza civile è una ribellione priva di
violenza
- Tutti siamo nati
uguali, ma non tutti abbiamo le stesse capacità
- Il mondo si fonda
sulla forza dellamore e della verità e non
su quella delle armi
Leducazione.
Per Gandhi la vera
educazione consiste nel trarre alla luce il meglio di una
persona.
Leducazione
dellanima o dellintelletto (per anima
sintende il cuore) se non accompagnata da una
corretta attività motoria non è per niente salutare,
infatti, in un fanciullo luso corretto degli organi
costituisce il mezzo migliore e più rapido per
sviluppare lintelligenza.
Leggere e scrivere da soli
non sono educazione e devono essere accompagnati dallo
studio delle lingue straniere, delle arti, della musica;
infatti, listruzione letteraria da sola non
aggiunge nulla allelevatezza morale di nessuno.
Gandhi apprezza
linsegnamento delle varie scienze e ritiene che ai
fanciulli debba essere impartito un corretto uso degli
organi genitali, superando quella che lui chiama
"passione sessuale" per lasciare spazio ad una
ferrea razionalità che permetta alla ragione di
prevaricare listinto.
Per il Mahatma un genitore
saggio permette ai figli di commettere errori in quanto
è bene che ogni tanto si "brucino le dita".
Di seguito sono riportate
anche le conclusioni di Gandhi riguardanti il tema
delleducazione:
- Non sono contrario
alleducazione neppure a quella del tipo
più elevato che si possa conseguire al mondo.
- Lo stato deve pagarla
ogni volta che ne ha un preciso vantaggio.
- Sono contrario a che
ogni educazione superiore sia pagata con il
reddito pubblico.
- È mia ferma
convinzione che la gran quantità della
cosiddetta educazione umanistica, impartita dalle
nostre università, sia puro spreco e abbia
finito con il portare la disoccupazione tra le
classi colte. Quel che è peggio ha rovinato la
salute intellettuale e fisica dei ragazzi e delle
ragazze che hanno la disgrazia di affrontare
questa fatica nelle nostre università.
- Il veicolo di una
lingua straniera attraverso cui simpartisce
leducazione superiore in India ha recato un
incalcolabile danno intellettuale e morale. Siamo
troppo vicini ai nostri tempi per giudicare
lenormità del male compiuto.
E coloro che hanno
ricevuto una tale educazione devono essere al tempo
stesso vittime e giudici.
Le donne
La salvezza di un paese
dipende per Gandhi dallabnegazione e
dallemancipazione delle sue donne.
Luomo e la donna
sono una cosa sola, perfino lanima è la stessa,
luno non può vivere senza laltra.
Di tutti i mali di cui
luomo si è reso responsabile nessuno è più
degradante e disgustoso dellabuso da parte sua
della donna che il Mahatma sostiene essere la parte
migliore dellumanità in quanto rappresenta
lincarnazione del sacrificio, della sofferenza
silenziosa, dellumiltà, della fede e della
consapevolezza.
Gandhi esorta le donne a
non sentirsi inferiori alluomo, esse sono la
personificazione dellabnegazione e non si rendono
conto dellenorme vantaggio che hanno su questo;
esse devono smettere di rappresentare loggetto del
desiderio maschile e acquisire una propria dignità.
Definire le donne
appartenenti al sesso debole è una calunnia gratuita, se
per forza sintende forza bruta allora esse sono
meno brutali delluomo, ma se sintende la
forza morale allora la donna è infinitamente superiore
alluomo.
Gandhi considera il sesso
femminile custode di tutto ciò che nella vita è puro e
religioso, esso è complemento delluomo; la donna
è la compagna delluomo, è dotata di uguali
capacità intellettuali ed ha lo stesso diritto
dindipendenza e libertà.
In questa sezione del
libro troviamo espressa una considerazione molto
importante da parte del Mahatma, in quanto si parla della
donna del suo ruolo nella società e del fatto che in
nessun aspetto della sua vita ella è inferiore
alluomo.
Sebbene dunque il sesso
femminile venga durante questi anni preso poco in
considerazione, qui possiamo trovarne
unesaltazione, che ne evidenzia non tanto la
superiorità, quanto luguaglianza di diritti, di
capacità morali, pratiche ed intellettuali.
Miscellanea
In questa sezione del
libro sono proposte diverse considerazioni di Gandhi;
ritengo opportuno riportarne in versione originale
alcune:
Nella preghiera è meglio
avere un cuore senza parole che parole senza cuore
La mia non collaborazione
ha radici nellamore e non nellodio
Il perdono è attributo
dei forti
Se non avessi il senso
dellumorismo mi sarei suicidato da un pezzo
La mia filosofia, se si
può affermare che ne ho una, esclude la possibilità che
una causa possa venire rovinata da agenti esterni, la
rovina viene quando la causa è cattiva in sé
Lignoranza è alla
radice dei fallimenti, parziali o completi, di tutti i
movimenti di riforma
Luomo è artefice
del proprio destino nel senso che ha la libertà di
scegliere come usare la propria libertà, ma non ha il
controllo dei risultati
Il più grande onore che i
miei amici possono farmi è attuare nella loro vita il
programma che io sostengo od opporvisi con tutte le loro
forze
Gandhi riteneva che la sua
opera si sarebbe potuta considerare compiuta qualora
fosse riuscito a convincere lumana famiglia che
ogni uomo o donna per quanto fisicamente debole è il
difensore della propria libertà e del rispetto di sé.
Questa difesa è valida
anche se tutto il mondo si schierasse contro il singolo
resistente.
Religione e verita
La religione di Gandhi fu
una religione basata principalmente su due cose : la
razionalità e letica .
Egli dice che se crediamo
in Dio, non solo con lintelletto ma anche con la
nostra anima, ameremo non soltanto lui ma anche tutta
lumanità senza distinzione tra razza, colore,
nazionalità e religione . Non esiste infatti nessuna
distinzione tra gli uomini soprattutto per la loro
religione ; essa è una sola, è fondata da un solo Dio:
" Come un albero ha
un solo tronco, ma molti rami e foglie, così vi è
ununica vera religione che, passando attraverso il
veicolo delluomo, si moltiplica ."
"Per cercare Dio non
è necessario andare in pellegrinaggio o accendere
lampade e bruciare incenso davanti allimmagine
della divinità o aspergerla dolio o dipingerla di
rosso cinabro . Egli risiede nel nostro cuore ." Per
cercare "il Dio" che è in ognuno di noi
luomo si deve servire dellHaimsa,
cioè della non - violenza che è lunica strada
capace di far giungere luomo alla Verità cioè a
Dio. Gandhi identifica Dio con la Verità, quella verità
assoluta che luomo ha voluto sempre ricercare per
darsi
unorigine, per dare
un motivo alla sua esistenza, questa verità, che giace
in ognuno di noi, deve essere ricercata attraverso
lamore, ovvero attraverso la non - violenza
" E quando si vuole
trovare la Verità, cioè Dio, lunico mezzo sicuro
è lamore,
- afferma Gandhi - ovvero
la non - violenza; e poiché credo che in definitiva i
fini e i mezzi sono termini convertibili, non esiterei a
dire che Dio è amore."
Egli riteneva che non
potesse esistere una politica senza la religione, infatti
questi due termini sono inscindibilmente legati tra di
loro, la politica riguarda la vita degli uomini e delle
nazioni, come tale essa si assume il compito di creare,
tramite la religione, il Regno del Cielo sia in terra che
nelle istituzioni che sono guida di una nazione.
Come religioso, Ghandi si
impegnò a compiere una vita dedita alla
"bontà" guidato dalla sua fede in Dio, che lo
rese forte nelle sue battaglie, che lo aiutò con la
preghiera, che non lo fece abbattere di fronte alle
difficoltà, che gli fu sempre vicino. Egli disse :
"Non sono che una
povera anima che combatte e si strugge di essere
totalmente buona totalmente verace e totalmente
non - violenta nel pensiero, nella parola e
nellazione ; ma non raggiungo mai lideale che
so essere vero .E unascesa dolorosa, ma
questa pena è una gioia positiva per me . Ogni passo
verso lalto mi fa sentire più forte e prono al
successo ."
Mezzi e fini
I mezzi e i fini per
Gandhi sono dei termini convertibili, infatti uguali ai
mezzi sono i fini, Dio ci ha dato lautorità di
decidere quali siano i giusti mezzi per raggiungere fini
altrettanto giusti . La non - violenza e la verità sono
rispettivamente luna un mezzo e laltra un
fine e come tali è impossibile cercare di separarle in
quanto inscindibilmente unite tra loro . La convinzione
che il mezzo e il fine siano due cose separate è un
grave errore . Il mezzo considerato da lui come più
potente, è lauto- purificazione che riesce a far
compiere alluomo delle vere e
proprie rivoluzioni
interiori ed utili per le persone e lambiente che
lo circondano .
"Haimsa" o La via
della non violenza
Gandhi fu il primo nella
storia dellumanità ad estendere il principio della
non - violenza dal piano individuale a quello sociale e
politico ; infatti entrò in politica con lo scopo di
sperimentare la tecnica della non-violenza e stabilirne
la validità.
Per lui, la non - violenza
e il mezzo più grande che lumanità possa
possedere per realizzare il Regno del Cielo .
"E larma
più potente della più potente arma di distruzione
escogitata in cui credevo con ogni fibra del mio essere .
Sessantanni di pratica in varie circostanze della
vita non hanno fatto che arricchire questa fede, che
lesperienza degli amici ha rafforzato ."
Gandhi: considerazioni
personali
"Le generazioni che
verranno stenteranno forse a credere che un tale uomo
abbia camminato in carne ed ossa su questa terra"
(Einstein).
Laffermazione di
Einstein questa definizione solo nel caso in cui si parli
di forza come forza bruta. La donna è infatti colei che
ha doti di sopportazione, consolazione, moderazione,
intuito e coraggio che spesso superano quelle
delluomo.
"La vera educazione
consiste nel trarre alla luce il meglio di una
persona". Gandhi esordisce così nel capitolo del
libro dedicato alleducazione, altro punto cardine
del suo pensiero filosofico. Egli concepisce
linsegnamento come il mezzo per esercitare e
sviluppare le proprie inclinazioni naturali, ma questo
processo deve essere accompagnato da un risveglio
spirituale dellanima altrimenti non avrebbe senso:
corpo, mente e anima devono crescere di pari passo.
Si possono riscontrare, a
nostro parere, analogie tra la dottrina
delleducazione di Gandhi e la "paideia"
platonica. Entrambi sostengono che linsegnamento
debba essere un percorso che porti alla valorizzazione
delle proprie attitudini, indipendentemente dalla casta o
dalla classe sociale alla quale si appartenga.
E stato un uomo
dalla grande personalità, il quale, non solo
lIndia ma anche tutta lumanità, hanno avuto
il privilegio di conoscere attraverso i suoi grandi e
veri ideali di pace ed uguaglianza che ancora oggi vivono
nel mondo grazie anche alla sua opera.
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