OPERARE NEL MONDO

 

Tutte le persone, in qualsiasi parte del mondo, e quale che sia il loro vivere e il loro agire, hanno in loro la possibilità della vita spirituale: tutti sono, più o meno secondo il loro sviluppo e secondo la loro buona fede, coscienze; possono vivere e capire l'arte, il pensiero, le passioni umane, i problemi morali e sociali.

Tutta l'umanità fa parte della storia senza limiti; in ogni uomo vedo che può abitare lo sforzo morale, come abita in me quando opero cercando in ogni azione il meglio sinceramente, talvolta con mio sacrificio.

E’ bello che io non possa dire: lo spirito arriva fino a un certo punto, e basta; ed anzi tante volte vado oltre gli uomini, spingo la mia attenzione ad esseri non umani, animali, piante, sempre intorno a me. E mi pare che questa vita e svolgimento storico si allarghi fino a loro che vivono e operano, e spero che questo avvenga sempre meglio; ma certamente negli uomini c'è molto di più, quando penso ai possibili atti di Bontà, di Giustizia, di Bellezza, di Pensiero, di sentimenti elevati e di costruzioni sociali che essi possono compiere.

La vita è ricerca e scoperta continua di questi valori (che appunto si scrivono talvolta con la maiuscola: il Bello, il Vero, il Giusto). Quando si vive di questi valori, e ci si interessa e appassiona per la bellezza artistica, per la bontà, per la giustizia nella società, per un ideale morale più alto, per un sentimento e uno slancio nobile e appassionato, per la verità e la più coerente organizzazione mentale, non ci si domanda che cosa ci stanno a fare essi valori e perché noi viviamo.

Essi sono come una grazia che viene in noi, e preme persino su chi vorrebbe chiudersi: operiamo per attuare quei valori, e quando essi appaiono, ci sembrano superiori alle nostre miserie, ci sentiamo come umili davanti a un dono, e se l'atto l'abbiamo fatto noi, diciamo: è Dio che mi ha dato l'ispirazione e mi ha sorretto; se l'atto l'hanno compiuto altri, diciamo: quelli sono uomini prediletti da Dio, Dante, Mazzini, San Francesco, Leopardi, o anche una persona qualunque, ma diciamo "angelo" di bontà.

Più amiamo quei valori, più il perché della vita scompare: chi ama non si domanda il perché del suo amore.

 

Aldo Capitini, Vita religiosa, Bologna, Cappelli, 1942, rist. 1985, pp. 7-8