CONTEMPLAZIONE E CONTROLLO

 

La nonviolenza ha due facce o due aspetti. uno sta nel promuovere il controllo da parte di tutti (omnicrazia); l'altro nel vedere elevatamente, reverentemente, ogni singolo essere, anche modesto, anche quasi annullato, nel rapporto con la compresenza, e questa visione elevata e reverente è scuola di contemplazione, crea il posto nell'animo per il bisogno di contemplare- la quotidiana vista del paesaggio con alcuni oggetti particolari, ma collocati in un insieme che sovrasta e armonizza con essi, è tutt'altro che divagazione, è premessa, è fonte, è carica di un impulso, una serenità aperta.

Il controllo ha piú aspetti: uno è l'informazione esatta ed aperta. Tutte le società attuali sono molto inferiori a questa attuazione. Non è fatto valere lo spirito scientifico dell'accertare i dati quanto sarebbe necessario, oltre la consueta utiliz- zazione della scienza a fini tecnici, che è la concezione prevalente nei piú.

Naturalmente gli ostacoli maggiori sono posti dalle classi dirigenti, che posseggono immensi mezzi per aiutare l'informazione esatta, ma anche per sviarla. Chi porge informazioni esatte fa opera umana molto importante e generosa.

L'altro aspetto del controllo è l'utilizzazione intelligente delle informazioni disponibili per la critica dei provvedimenti presi dai dirigenti. Anche questa prontezza e capacità di critica non vengono per nulla addestrate, nemmeno nella scuola, dove ci sarebbe il tempo e il materiale. L'errato concetto che il sapere, di qualsiasi specie, abbia un'autorità assoluta e intangibile, per nulla suscettibile di aggiunte e di correzioni, ancora sovrasta.

Non si domanda mai agli scolari: " Voi agireste nello stesso modo (come avviene nella natura, come è avvenuto nella storia)? ". Non si chiede a loro che di essere conformisti e di imparare, e perciò il primo aspetto, del dato, dell'informazione (quando è autentica), resta privo dei successivi.

E un altro aspetto del controllo, dopo l'informazione e la critica, è la progettazione. Essa, come le altre, non è semplicemente individuale, e va condotta (è molto meglio) in gruppi. Una società viva dev'essere continuamente in attività per esercitare il controllo in lungo e in largo, e spesso mediante gruppi di indagine e di progettazione.

Controllo e contemplazione debbono essere portati nell'educazione costante di tutti, o educazione permanente, come le sue piú alte forme, anche mediante i mezzi di comunicazione di massa, tra i quali tanto importante è la televisione.

L'educazione permanente riproduce al livello degli adulti i problemi che esistono al livello degli adolescenti, ma con accresciute possibilità di dare una soluzione concreta, stabile, classica: si può diventare classici come adulti, non come ado- lescenti. La prova di ciò si ha se si studia ciò che si può ottenere nei due livelli quanto a controllo e a contemplazione.

Tutti sappiamo che l'educazione è qualche cosa di piú della comunicazione di informazione, e mira a formare una capacità di giudizio, di utilizzazione, di considerazione razionale ed oggettiva dei dati stessi. Possiamo indicare questa capacità complessa con il nome di controllo.

Ma l'educazione mira, o può mirare, anche a suscitare,- mediante la comunicazione di un determinato sapere di carattere prevalentemente artistico, etico o religioso, una partecipazione appassionata ad una visione del Tutto, che si può indicare con il nome di contemplazione; e la piú rilevante contemplazione è vedere un singolo essere in rapporto con la compresenza.

Al livello dell'adolescente si hanno questi due fatti:

1. l'informazione (o la nozione) e la formazione di determinate attitudini, come leggere, scrivere, far di conto, l'apprendimento delle lingue, delle scienze, delle trame storiche ecc., hanno una prevalenza sulla formazione del controllo;

2. la presentazione di un determinato sapere, come è l'artistico-poetico, il morale, il civico-patriottico, il religioso, tende piuttosto a suscitare un certo entusiasmo o una certa calda fedeltà, che non a far maturare la contemplazione.

Ciò che non è possibile al livello dell'adolescente, è perfettamente possibile al livello dell'adulto, e per questo parlavo di una certa " classicizzazione ", cioè completezza ed equilibrio dei vari elementi. Difatti:

1. al livello dell'adulto è possibile trasformare tutto ciò che è un dato, in capacità di giudizio, di critica, di presa di posizione, di decisione responsabile, di prassi orientata (nel senso il piú largo del termine controllo);

2. al livello dell'adulto è possibile collocare un'esperienza di carattere artistico-poetico, oppure morale-sociale, oppure l'apertura religiosa ad un singolo essere, in un insieme che sia una visione generale, a cui nel momento non si intende far seguire la prassi, perché essa ha già qualche cosa di soddisfacente in sé stessa, di giustiíìcato, di catartico (e questo è il senso piú largo del termine contemplazione).

Per aggiungere qualche chiarimento su questo secondo termine, dirò che la contemplazione è la collocazione di un oggetto o elemento in un tutto, che può essere anche, nella sua forma piú elementare, il gusto di cogliere l'insieme di un paesaggio, compreso il cielo soprastante, nel quale "insieme" i particolari, o anche un particolare preferito si colloca senza contrasto, armonicamente.

Contemplazione è termine diverso da devozione. Forse si può dire che il Perugino fosse un contemplativo piuttosto che un devoto. La contemplazione è anche della filosofia quando essa mette capo alla visione di una verità che tutto abbraccia (forse erano questi i "pensieri contemplativi" di cui era contento il San Pier Damiani di Dante);

La contemplazione è anche della religione nei suoi momenti culminanti, quando ha la forza di vedere un singolo essere collocato nella compresenza, una realtà di valore insuperabile, come si può dire dei "Discorso della montagna" nella sicura visione consolatrice del pacifico Regno di Dio. Grande è il potere della musica nel suscitare la contemplazione.

 

 

Aldo Capitini, Omnicrazia potere di tutti, in Il Potere di tutti, Firenze, La Nuova Italia, 1969, pp. 125-127