L'EDUCAZIONE CIVICA NELLA SCUOLA E NELLA VITA SOCIALE, Introduzione

 

Per studiare i problemi della società italiana in trasformazione credo che si debba muovere dagli anni 1944-45, cioè dalla liberazione dal regime fascista, che avvenne nel 1944 f:ino alla linea che divide all'incirca l'Italia centrale dall'Italia settentri onale, e il 25 aprile 1945 per tutta l'Italia settentrionale.

Quei due anni sono il perno su cui gira la storia dell'Italia di questo secolo, sia per la ripresa democratica che si è arricchita di istituti prima non esistenti, come la Repubblica e alcuni enti regione nel quadro di una nuova Costituzione, sia per il m ovimento interno sociale di vaste moltitudini della popolazione dall'agricoltura alla industria, dal Sud al Nord, dalla povertà al benessere, sia per l'affermarsi di impetuose tendenze riformatrici, preparatesi nell'antitesi al regime dittatoriale del fasc ismo.

Per questo terzo aspetto si può dire che non è stato il fascismo ad accrescere realmente l'educazione civica degl'italiani; ma proprio in opposizione a ciò che il fascismo mostrò sempre più chiaramente di essere, maturarono gli elementi di un'educazione civica ben diversa, incentrata nel termine « democrazia » che il fascismo voleva squalificare, un'educazione rinnovatrice, eguagliatrice, promovente giustizia e libertà: specialmente negli ultimi anni fu sempre più diffuso un bisogno di serietà civica, di superamento delle oligarchie, di capi non vistosi ma austeri e umani, un nuovo Stato, un nuovo rapporto sociale, una nuova scuola.


Aldo Capitini, L’educazione civica nella scuola e nella vita sociale, Bari, Laterza, 1964, p. 7