DISCUTO LA RELIGIONE DI PIO XII

 

INTRODUZIONE

« Questo libro presenta osservazioni sulla religione di Pio XII desunte dalla lettura dei suoi discorsi.

Non ho voluto leggere altro che concerna la vita e l'attività di Pio XII, e neppure i libri e descrizioni critiche della vita interna del Vaticano e della Corte papale. Appunto perché le mie osservazioni sono al livello della religione che Pio XII dichiara di professare.

I lettori troveranno che il mio discorrere non è di uno che voglia attaccare di proposito, o che abbia del risentimento: sarebbe stolto che io guastassi il mio lavoro con motivi ed espressioni estranee al semplice esame della religione di un essere umano, di un uomo eguale, come ogni altro, a me, e amico nella comune realtà di tutti.

Ma voglio anche dire che questo non mi è costato uno sforzo: non ho antipatia per nessuno, ma tanto meno ho provato la tentazione di tale sentimento per il Papa Pacelli; quale che possa essere il mio giudizio su di lui, posso dire che a me, che non l'ho mai visto, ma solo ascoltato alla Radio, quel suo accento umano, fermo, appassionato, piace; mi è cara quella voce, anche se, naturalmente, dissento quando vedo venir fuori ogni tanto il pensiero che non tiene conto, quanto dovrebbe, del pensiero e della posizione altrui.

L'esame dei suoi discorsi non ha mutato il mio sentimento verso di lui.

Il mio esame non è né storico, né filosofico né giuridico né teologico, con la pretesa di cogliere tutti i riferimenti e di esaurire tutta la cultura in proposito.

E' un esame fatto con semplicità e chiarezza, con verità circa il testo a cui sono riferite le mie osservazioni, con piena sincerità in queste.

Non desidero perdere tempo in cose tendenziose, né in ostentazioni culturali.

Ho voluto cercare alcuni elementi essenziali della religione di Pio XII per vedere se tale religione potesse essere anche la mia; e la conclusione è del tutto negativa.

Convinto che la religione è seria formazione quotidiana in cui ciascuno metta un po' delle sue energie, nel meglio della sua coscienza, e ascoltando altri, ho posto la parola di Pio XII sotto questo criterio costruttivo: il risultato è esposto nei capitoli di questo libro».

IL CORPO MISTICO

“...Non si poteva affermare la redenzione per opera di Cristo se non considerando l'unità di tutti in Adamo peccatore, e l'unità di tutti in Cristo redentore.

Ma chiariamo subito questo: la durezza che c'era nell'intendere tutti colpiti dalla colpa di Adamo, proprio tutti, senza responsabilità personale, senza saperlo nemmeno, proprio ogni essere umano in qualsiasi piega della terra, poteva essere attenuata se si intendeva che l'atto redentore di Cristo era esteso a tutti, nessuno escluso, in qualsiasi piega della terra.

Altrimenti la dottrina veramente peccava di durezza, prima facendo tutti peccatori con Adamo, e poi restringendo la salvezza a delle condizioni.

Dio veniva presentato come uno che non rimedia largamente, superabbondantemente; ma come uno che, dopo essersi urtato con tutti gli uomini perché discendenti di Adamo (il che è alquanto duro, e sa di quelle società primitive o medioevali in cui ci si vendica sulla famiglia), lesina poi la salvezza.

Questo è Dio?

Dopo che a me, discendente di Adamo e prima di Cristo, hai dato lo stato di distacco per colpa di Adamo, ora non vuoi nemmeno dare una salvezza senza condizioni?

Ebbene, la tendenza della religione divenuta sempre più istituzione cattolica è stata quella di restringere, di subordinare a delle condizioni. C'era qualche cosa di veramente soprannaturale nell'atto della redenzione se era inteso come un atto di libera aggiunta, dato senza obbligazione e senza condizione. senza merito e senza vincolo; un di più, una novità, un creare altro, che sopraggiungeva nella realtà come era vissuta prima: era il nuovo dello Spirito che sopraggiunge quando tutto sembra chiusura e abituale ripetizione, era un'apertura, una prova dell'infinito che postosi accanto al finito, ne allarga l'orizzonte; e tale andava affermata, nella purezza del suo valore dinamico, solo se considerata libera aggiunta per tutti senza condizioni...”

Aldo Capitini, Discuto la religione di Pio XII, ed. Parenti, pgg. 43-44