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PREMESSA ALLO STUDIO DEL PROGRAMMA DELLA SCUOLA MEDIA UNICA (PROF. ALDO CAPITINI) |
dalla Biblioteca Interfacoltà dell'Area Umanistica dell'Università di Cagliari, che ringraziamo, abbiamo ricevuto questo testo olografo di Aldo Capitini, scritto negli anni della sua attività didattica in quella Università.
Le materie di studio sono: Italiano, Lingua straniera, Latino, Storia, Educazione civica, Matematica, Geografia, Osservazioni scientifiche, Applicazioni tecniche, Educazione artistica, Educazione musicale, Educazione fisica.
Come si vede, è un complesso di esperienza culturale e di formazione di attitudini molto notevole.
Può ben servire come cultura generale, in prolungamento della scuola elementare e a un livello superiore (materie ben distinte, nuove lingue, pluralità di insegnanti).
All’inizio di questo secolo i democratici assicuravano per le classi popolari una scuola che desse un mestiere qualificato, a lavoratori disposti a qualsiasi lavoro e impreparati tecnicamente.
Un‘altra scuola, dopo la elementare, doveva essere per chi continuava a studiare.
I democratici, già lottando contro la vecchia distinzione tra scuola media e scuola di avviamento professionale, hanno affermato e finalmente ottenuto che la scelta professionale e le scuole apposite venissero dopo una scuola comune di cultura generale per tutti, uomini e donne, a quattordici anni.
E’ una rivoluzione, se condotta bene, nella scuola e nella società.
Si pensi, per es., alle donne: meno del 6% andava a scuola dagli 11 ai 14 anni; ora vi deve andare il 100%.
Si fa un grande passo in avanti nell’attuazione dell’art. 34 della Costituzione: "La scuola è aperta a tutti".
Vi saranno aiuti per le famiglie più disagiate; vi saranno classi di recupero e scuole differenziali per gli alunni bocciati o ritardati: nessuno deve essere escluso prima dei 14 anni.
La scuola media comune deve rendere meglio capaci di partecipare ad una cultura e ad una società realmente moderne: si veda, per es., la libertà nella scelta delle letture italiane; si possono scegliere anche testi modernissimi (per es., il diario di Anna Frank, Se questo è un uomo di Primo Levi, e tanti altri).
Tale scuola deve tendere a suscitare il desiderio di continuare a occuparsi di letture, chi di letteratura, romanzi, teatro, chi di storia, di geografia, di scienza.
C’è un insieme di studio esercitativi, cioè di attività di ricerca individuale e di gruppo ( con l’incollare illustrazioni, che diventa tanto diffuso!), di conversazioni in classe, di lavoro nelle applicazioni tecniche, di educazione artistica e musicale, di conversazione nella lingua straniera, di visite a enti pubblici, giornali, industrie, di organizzazione della comunità scolastica, di una cooperativa interna, di un giornale interno.
Fondamentale è perciò il doposcuola, per comprendere questa attività parascolastica, che comprende anche l’esercizio fisico e i giochi.
Proprio in tutta questa attività si sviluppano le attitudini alla socievolezza, alle amicizie.
Insomma è necessario che tale scuola sia integrata (cioè con attività pomeridiana).
Gli insegnanti della stessa classe debbono tenere frequenti consigli per guidare il lavoro, impostare iniziative, raccogliere giudizi sugli alunni, ai quali al termine va fornito un giudizio per la scelta del lavoro o dello studio ulteriore.
Non c’è più una materia centrale come prima era il Latino.
Ora per alcuni è l’Italiano, per altri la Storia, per altri importa soprattutto svolgere un metodo induttivo, dai particolari, formare una disposizione critico-scientifica.
Molto discussa la questione del Latino: c’è chi sostiene che dovrebbe essere dato soltanto al III anno, ma a tutti, e con un metodo rapido, pratico. C’è chi sostiene che le Applicazioni tecniche debbono essere date a tutti, anche al II e III anno.
Prima di venire all’esame leggere l’opuscolo con i programmi della Media comune, stampati da Pirola, Milano; si trova all’Istituto di Pedagogia e in ogni libreria (costa pochissimo).