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ALDO CAPITINI
Aldo Capitini è nato a Perugia il 23 dicembre del
1899 e si è laureato nel 1927 in Lettere e Filosofia a Pisa, dove
è vissuto prima come assistente Normalista poi come "segretario-economo"
della Scuola Normale Superiore, dalla quale fu espulso nel 1932 perché
antifascista. E' stato due volte nelle carceri fasciste. Nel dopoguerra
ha insegnato filosofia morale a Pisa, poi dal 1956 ha tenuto la cattedra
di Pedagogia, di cui era indubbio maestro, all'Università di Cagliari
e di Perugia. Nel 1937 ha fondato il movimento liberalsocialista i
cui primi affiliati sono stati Bobbio, Calogero, Binni, Ragghianti,
senza aderire nel 1943 al Partito d'Azione, perché fautore di una
larga partecipazione dal basso alla vita politica. E' stato il primo
teorico occidentale della nonviolenza e l'organizzatore della Marcia
della pace Perugia Assisi, la prima del 1961. E' stato sempre un libero
religioso, lontano e contrario alla chiusura dei dogmi e dei riti,
profeta di una religione aperta, nello spirito di Gesù, Buddha, San
Francesco, Mazzini, Gandhi. E' morto a Perugia il 19 ottobre del 1968.
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I CENTRI DI ORIENTAMENTO SOCIALE (C.O.S.)
I Centri di orientamento
sociale(C.O.S.) furono organizzati da Capitini nella Perugia appena
liberata il 17 luglio 1944 con lo scopo di arricchire la democrazia
dal basso e di portare nella gente l'interesse per la gestione della
cosa pubblica. Erano riunioni aperte a tutti per parlare ed ascoltare
con politici, esperti, amministratori su tutti gli argomenti di interesse
generale e locale. Erano per Capitini la vera alternativa alla chiusura
del fascismo e l'apertura verso un potere di tutti da conquistare
e gestire con il metodo della nonviolenza.
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IL POTERE E' DI TUTTI
"Il Potere è di tutti" fu il periodico
fondato da Capitini per divulgare l'attività dei Centri di orientamento
sociale C.O.S., "stimolare la partecipazione di tutta la popolazione
alla vita pubblica", fatto che per Capitini, come per Gandhi,
coincideva con la testimonianza religiosa, "e aiutare la formazione
e il funzionamento di tutti quegli organismi democratici necessari
per concretare questa partecipazione, in primo luogo i C.O.S."
In cinque anni, dal 1963 al 1968, sempre con il fine di saldare la
società civile e quella politica, il mensile trattò numerosi temi,
fra cui: il potere dal basso, la scuola, la pace, la donna, il servizio
sanitario nazionale in arrivo, l'emigrazione, il dialogo fra cattolici
e comunisti, il tempo libero, l'opinione pubblica, i sindacati. Il
potere dal basso è il filo conduttore con vengono affrontati gli altri
temi, criticate le posizioni, avanzate le proposte.
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